PARROCCHIA SAN GABRIELE DELL'ADDOLORATA

CHIESA    CAPPELLA ADORAZIONE PERPETUA   GIARDINO DELLA MISERICORDIA    OASI MADONNA DEL SORRISO
ORARIO SS. MESSE:    FERIALI ore 09.00 - 18.00  -  FESTIVE ore 09.00 - 10.30 - 12.00 - 18

DOMENICA 26 FEBBRAIO 2023
I DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO A
1) Invoca lo Spirito Santo perché possa aprire il tuo cuore alla comprensione della Parola.
2) Leggi attentamente il brano del Vangelo
Dal Vangelo di Matteo: (Mt 4, 1-11): “In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.”
3) Rileggilo più volte per interiorizzare ogni Parola
4) Adesso fai silenzio perché Gesù possa parlare al tuo cuore.
5) Rifletti: “In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo.” Il deserto nella tradizione d’Israele è il luogo della prova, il luogo in cui si verificano le proprie scelte. È una situazione esistenziale per tutti. A nessuno piace il deserto e la desolazione perché sono esperienze che ci mettono in contatto con noi stessi, con la nostra fragilità, con il nostro limite ma solo lì possiamo davvero conoscere noi stessi. Il male si può vincere solo quando è costretto a manifestarsi, diversamente egli agisce indisturbato. Le tentazioni sono un passaggio necessario per ogni uomo, non sono belle ma necessarie. Gesù si trattiene nel deserto per quaranta giorni digiunando. Il numero quaranta indica una fase di preparazione, in funzione di qualcosa che si deve compiere. Matteo invita a guardare le tentazioni di Gesù che sono anche le nostre. Gesù deve scegliere come annunciare la bella notizia, come manifestare il vero volto di Dio. Tutti attendono un Messia forte, potente, che punisca i malvagi e che risolva i problemi dell’uomo ma Gesù fu davvero un uomo libero. Avrebbe potuto scegliere la via del successo, del fascino, del potere. Sceglierà la via della misericordia. Come noi non è preservato dalla fatica, dal dubbio, dalla ricerca. Ogni uomo è luce e ombra, perché, dove c’è luce, c’è ombra. Dove c’è bene, c’è male. Le tentazioni mostrano dove sono le radici del nostro cuore. Lo Spirito conduce Gesù nel deserto perché sia tentato dal diavolo. Nel deserto ci stiamo forse molti giorni della nostra vita perché sappiamo bene cosa significa avere fame di soldi, di sicurezze, di luce, di pace, di amore. E sappiamo anche cosa significa scegliere e sbagliare e farci trascinare dall'onda di quello che gli altri pensano e vogliono per noi. Ma non siamo soli nel deserto della vita. Gesù è solidale, è con noi, si spinge lui per primo nel deserto La proposta del diavolo è ragionevole, suadente. Le tentazioni di Gesù riassumono i grandi inganni della vita dell’uomo. Il primo? Sostituire Dio con delle cose: «Se sei figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane». L’uomo è tentato di credere che tutto il futuro sia presente nelle cose, in un po’ di pane. «Non di solo pane vivrà l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”», anzi l’uomo muore di solo pane. L’uomo non mendica solo pane, mendica vita, amore, felicità. L’uomo vive di ciò che viene dalla bocca di Dio, l’uomo vive di Dio per questo ne ha nostalgia. Il diavolo spinge Gesù dal deserto alla “città santa”. Le tentazioni non ci mollano nemmeno quando ci si trova in luoghi sacri, anzi, qui si fanno più sottili. La seconda tentazione è una sfida a Dio. «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù». Tentazione di sempre quella di volere un Dio magico a nostra disposizione, pronto a intervenire all’occorrenza. Dio sarà con me, ma come lui vorrà, certo che mi darà tutto ciò di cui ho bisogno, non tutto ciò che chiedo. È la tentazione di ridurre la presenza di Dio allo spazio del miracoloso, una religione visibile, spettacolare, fatta per rispondere all’ansia di sicurezza che induce a cercare continuamente segni di conferma: “Dio se esisti fa che…”. Insomma, è la tentazione di avere Dio sotto controllo, di metterlo alla prova magari cercando di comprarmelo con preghiere, digiuni e altri sacrifici per qualcosa che desidero. Il diavolo porta Gesù prima sulla parte più alta del tempio, ora sulla sommità di un monte. Satana offre sempre il suo regno con il fascino e l’ebbrezza che gli sono propri. Nella terza tentazione il diavolo alza il tiro: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Qui manca l’insinuazione “se sei figlio di Dio”. Nelle due tentazioni precedenti il diavolo voleva mettere alla prova l’effettivo potere di Gesù. Qui siamo in un ambito caro al diavolo: i regni della terra. È la tentazione di mercanteggiare con Dio. Nel deserto Gesù ha dovuto scegliere da che parte stare. Ha scelto di giocarsi la vita puntando sull’amore. • Le tre tentazioni ridisegnano il mondo delle relazioni: il rapporto con me stesso e con le cose, pietre o pane; con Dio, attraverso una sfida aperta alla fede, cercare un Dio magico a nostro servizio; con gli altri il potere e il dominio. Da cosa sono più tentato? Come mi difendo dalle tentazioni? 6) Prega: Trasforma in propositi e in preghiera le riflessioni che lo Spirito ti ha suggerito. Signore Gesù, le tentazioni ci sembrano difficili da capire, ma una cosa è certa: noi non vogliamo seguire nessun altro se non te. Insegnaci a mettere al secondo posto la nostra voglia di essere sempre primi, di superare o approfittare degli altri, di tenere tutto per noi. Prendici per mano e accompagnaci, lungo le strade della Quaresima, ai piedi di quella croce dove, vedendo te Crocifisso, ci lasceremo abbracciare dalla tua misericordia. Amen! Impegno: Nel viaggio del ritorno all’essenziale, ci sono tre passaggi cruciali: l’elemosina, la preghiera e il digiuno che “ci riportano a tre sole realtà che non svaniscono”. Con la preghiera, spiega Papa Francesco, guardiamo verso l’Alto; con la carità verso l’altro e con il digiuno ci guardiamo dentro per liberarci “dalla mondanità che anestetizza il cuore”. La preghiera ci riannoda a Dio; la carità al prossimo; il digiuno a noi stessi. Dio, i fratelli, la mia vita: ecco le realtà che non finiscono nel nulla, su cui bisogna investire. Preghiera, carità, digiuno: tre investimenti per un tesoro che dura. Sia questo il nostro impegno, e non solo nella Quaresima.

 
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