I DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO A
1) Invoca lo Spirito Santo perché possa
aprire il tuo cuore alla comprensione della Parola.
2) Leggi attentamente il brano del Vangelo
Dal Vangelo di Matteo: (Mt 4, 1-11): “In quel tempo, Gesù fu condotto
dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver
digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il
tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’
che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non
di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di
Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto
più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù;
sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi
ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una
pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla
prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte
altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli
disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi
adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto
infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e
lo servivano.”
3) Rileggilo più volte per interiorizzare ogni Parola
4) Adesso fai silenzio perché Gesù possa parlare al tuo cuore.
5) Rifletti: “In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel
deserto, per essere tentato dal diavolo.” Il deserto nella tradizione
d’Israele è il luogo della prova, il luogo in cui si verificano le
proprie scelte. È una situazione esistenziale per tutti. A nessuno
piace il deserto e la desolazione perché sono esperienze che ci mettono
in contatto con noi stessi, con la nostra fragilità, con il nostro
limite ma solo lì possiamo davvero conoscere noi stessi. Il male si può
vincere solo quando è costretto a manifestarsi, diversamente egli
agisce indisturbato. Le tentazioni sono un passaggio necessario per
ogni uomo, non sono belle ma necessarie.
Gesù si trattiene nel deserto per quaranta giorni digiunando. Il numero
quaranta indica una fase di preparazione, in funzione di qualcosa che
si deve compiere. Matteo invita a guardare le tentazioni di Gesù che
sono anche le nostre. Gesù deve scegliere come annunciare la bella
notizia, come manifestare il vero volto di Dio. Tutti attendono un
Messia forte, potente, che punisca i malvagi e che risolva i problemi
dell’uomo ma Gesù fu davvero un uomo libero. Avrebbe potuto scegliere
la via del successo, del fascino, del potere. Sceglierà la via della
misericordia. Come noi non è preservato dalla fatica, dal dubbio, dalla
ricerca. Ogni uomo è luce e ombra, perché, dove c’è luce, c’è ombra.
Dove c’è bene, c’è male. Le tentazioni mostrano dove sono le radici del
nostro cuore.
Lo Spirito conduce Gesù nel deserto perché sia tentato dal diavolo. Nel
deserto ci stiamo forse molti giorni della nostra vita perché sappiamo
bene cosa significa avere fame di soldi, di sicurezze, di luce, di
pace, di amore. E sappiamo anche cosa significa scegliere e sbagliare e
farci trascinare dall'onda di quello che gli altri pensano e vogliono
per noi. Ma non siamo soli nel deserto della vita. Gesù è solidale, è
con noi, si spinge lui per primo nel deserto
La proposta del diavolo è ragionevole, suadente. Le tentazioni di Gesù
riassumono i grandi inganni della vita dell’uomo.
Il primo? Sostituire Dio con delle cose: «Se sei figlio di Dio, dì a
questa pietra che diventi pane». L’uomo è tentato di credere che tutto
il futuro sia presente nelle cose, in un po’ di pane. «Non di solo pane
vivrà l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”», anzi
l’uomo muore di solo pane. L’uomo non mendica solo pane, mendica vita,
amore, felicità. L’uomo vive di ciò che viene dalla bocca di Dio,
l’uomo vive di Dio per questo ne ha nostalgia. Il diavolo spinge Gesù
dal deserto alla “città santa”. Le tentazioni non ci mollano nemmeno
quando ci si trova in luoghi sacri, anzi, qui si fanno più sottili. La
seconda tentazione è una sfida a Dio. «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati
giù». Tentazione di sempre quella di volere un Dio magico a nostra
disposizione, pronto a intervenire all’occorrenza. Dio sarà con me, ma
come lui vorrà, certo che mi darà tutto ciò di cui ho bisogno, non
tutto ciò che chiedo. È la tentazione di ridurre la presenza di Dio
allo spazio del miracoloso, una religione visibile, spettacolare, fatta
per rispondere all’ansia di sicurezza che induce a cercare
continuamente segni di conferma: “Dio se esisti fa che…”. Insomma, è la
tentazione di avere Dio sotto controllo, di metterlo alla prova magari
cercando di comprarmelo con preghiere, digiuni e altri sacrifici per
qualcosa che desidero.
Il diavolo porta Gesù prima sulla parte più alta del tempio, ora sulla
sommità di un monte. Satana offre sempre il suo regno con il fascino e
l’ebbrezza che gli sono propri.
Nella terza tentazione il diavolo alza il tiro: «Tutte queste cose io
ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Qui manca
l’insinuazione “se sei figlio di Dio”. Nelle due tentazioni precedenti
il diavolo voleva mettere alla prova l’effettivo potere di Gesù. Qui
siamo in un ambito caro al diavolo: i regni della terra. È la
tentazione di mercanteggiare con Dio. Nel deserto Gesù ha dovuto
scegliere da che parte stare. Ha scelto di giocarsi la vita puntando
sull’amore. • Le tre tentazioni ridisegnano il mondo delle relazioni:
il rapporto con me stesso e con le cose, pietre o pane; con Dio,
attraverso una sfida aperta alla fede, cercare un Dio magico a nostro
servizio; con gli altri il potere e il dominio. Da cosa sono più
tentato? Come mi difendo dalle tentazioni?
6) Prega: Trasforma in propositi e in preghiera le riflessioni che lo
Spirito ti ha suggerito.
Signore Gesù, le tentazioni ci sembrano difficili da capire, ma una
cosa è certa: noi non vogliamo seguire nessun altro se non te.
Insegnaci a mettere al secondo posto la nostra voglia di essere sempre
primi, di superare o approfittare degli altri, di tenere tutto per noi.
Prendici per mano e accompagnaci, lungo le strade della Quaresima, ai
piedi di quella croce dove, vedendo te Crocifisso, ci lasceremo
abbracciare dalla tua misericordia. Amen!
Impegno: Nel viaggio del ritorno all’essenziale, ci sono tre passaggi
cruciali: l’elemosina, la preghiera e il digiuno che “ci riportano a
tre sole realtà che non svaniscono”. Con la preghiera, spiega Papa
Francesco, guardiamo verso l’Alto; con la carità verso l’altro e con il
digiuno ci guardiamo dentro per liberarci “dalla mondanità che
anestetizza il cuore”. La preghiera ci riannoda a Dio; la carità al
prossimo; il digiuno a noi stessi. Dio, i fratelli, la mia vita: ecco
le realtà che non finiscono nel nulla, su cui bisogna investire.
Preghiera, carità, digiuno: tre investimenti per un tesoro che dura.
Sia questo il nostro impegno, e non solo nella Quaresima.