VII DOMENICA TEMPO ORDINARIO ANNO A
1) Invoca lo Spirito Santo perché possa
aprire il tuo cuore alla comprensione della Parola.
2) Leggi attentamente il brano del Vangelo
Dal Vangelo di Matteo: (Mt 5, 38-48): “In quel tempo, Gesù disse ai
suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente
per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti
dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a
chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche
il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu
con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un
prestito non voltare le spalle. Avete inteso che fu detto: “Amerai il
tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri
nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli
del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui
cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti,
se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così
anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli,
che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi,
dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».”
3) Rileggilo più volte per interiorizzare ogni Parola
4) Adesso fai silenzio perché Gesù possa parlare al tuo cuore.
5) Rifletti: Il brano riguarda le ultime due antitesi di Gesù.
Riguardano le nostre relazioni. Il Signore non ci chiede perfezione nei
codici, nei cavilli o nei regolamenti. Ci vuole perfetti, certo, ma
nell’amore.
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio...”. Ma io vi dico: se
uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche
l’altra». Era una legge di per sé molto saggia. In una società
primitiva aveva l’intento di circoscrivere la vendetta entro certi
limiti. Affermava la responsabilità personale delle proprie azioni,
l’uguaglianza delle persone davanti alla legge e la giusta proporzione
tra il reato e la punizione. La legge del taglione cercava di porre un
argine al male, Gesù richiede il superamento dei conflitti.
Se gli altri ci feriscono, non lasciamo morire il nostro cuore.
Manteniamo sempre vivo l’amore, porgiamo l’altra guancia, mostriamo la
nostra capacità di amare. Gesù non ci propone di essere deboli,
passivi, anzi, ci chiede di fare il primo passo, perdonando. I
cristiani non sono uomini che abbassano la testa. Il cristianesimo non
è la morale dei deboli, ma la fede di uomini talmente liberi, da
disinnescare la spirale del male e di avviare reazioni nella logica
dell’amore creativo.
«A chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia
anche il mantello». È il caso del creditore che in tribunale chiede la
soddisfazione del proprio credito. La tunica era l’indumento maschile
principale. Sopra la tunica si poteva portare anche il mantello ed era
il mantello solitamente che si lasciava in pegno per i propri debiti.
La tunica è l’intimità. Anche se restiamo nudi e feriti nell’intimità,
non perdiamo la nostra dignità.
«E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui
fanne due». I soldati romani avevano il diritto di costringere i civili
a prestare qualche servizio. Potevano costringerli dunque a portare dei
bagagli per dei tratti di strada più o meno lunghi, è questo il caso
del Cireneo, costretto ad aiutare Gesù a portare la croce. Gesù
consiglia di raddoppiare la lunghezza del percorso. Che cosa vuol dire?
non adattiamoci, ma teniamo il potere della nostra libertà,
dimostreremo che siamo liberi anche quando siamo obbligati e costretti.
La quinta antitesi riguarda il comandamento dell’amore verso il
prossimo. “Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai
il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per
quelli che vi perseguitano”. Il compimento della Legge anche in
quest’ultima antitesi è totale. Il male non deve trovare strada nei
nostri cuori. Anche se vi fossero dei cosiddetti nemici, essi non vanno
odiati e il male che ci fanno deve essere bloccato in ogni modo. Gesù
ci esorta ad amarli e a pregare per loro. Più difficile dell’amore, c’è
l’amore per i nemici. Amare è una faccenda tremendamente seria. Gesù ci
chiede di non scendere a patti con il male ma di amare il nemico, altro
che tolleranza spesso sinonimo di stare lontani per quieto vivere. Gesù
non ha mai invitato alla tolleranza ma a una grande passione per
l’uomo, fino alla passione più grande: morire per l’altro. Era normale
odiare i nemici. E che dice Gesù? «Amate i vostri nemici e pregate per
quelli che vi perseguitano». Questo invito non c’è nell’Antico
Testamento, non c’è nel resto del Vangelo, non c’è nella letteratura
ebraica o cristiana. È un comando unico e nuovo. È l’insegnamento più
sconvolgente e più radicale di Gesù. È quello che va persino contro il
buon senso, davanti al quale la bontà umana arretra. Gesù ci propone
una dilatazione dell’amore: il nostro prossimo è anche il nostro
nemico. Il nostro prossimo è la persona che odiamo. Quella che non
riusciamo a perdonare, che ci fa ribollire il sangue, che ci fa
cambiare strada. Quella persona è il nostro prossimo da amare e per la
quale pregare.
Tutto il Vangelo è qui: amatevi, altrimenti la vittoria sarà sempre del
più violento, del più armato, del più crudele. Gesù elimina il concetto
stesso di nemico. Violenza produce violenza come una catena infinita.
Il cristianesimo sceglie di spezzarla, di non replicare su altri ciò
che ha subito ed è così che si libera.
Il discepolo è chiamato a quest’amore. Il Maestro non scherza, ci
chiede il meglio di noi. Gesù ci consegna un programma di allenamento
del cuore da realizzare con l’esperienza e con il soffio dello Spirito.
È un amore che chiama a raccolta tutte le forze che sono nell’uomo. È
un amore che ci rende perfetti come il Padre che è nei cieli. È un
amore che ci rende quello che siamo: figli del Dio dell’amore.
“siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”. Siate
perfetti come Dio. Possibile che Gesù chieda l’impossibile? Attenzione,
non dice “quanto Dio” bensì “come Dio”, con il suo stile che fa sorgere
il sole sui buoni e sui cattivi. Gesù sembra essere esigente: amate,
pregate, benedite, fate. È il modo che Dio ha di comunicare la sua
forza divina all’uomo. Non sono dei comandi, ma una possibilità. Quando
chiediamo a Dio di donarci un cuore nuovo, gli stiamo chiedendo di
avere il Suo cuore, i Suoi sentimenti, la Sua perfezione.
• Sono io nella mia famiglia, nella mia comunità, sul posto di lavoro,
a scuola, un operatore di pace? Riesco ad amare e perdonare chi mi ha
fatto del male? Ho sopportato il male perché situazioni di odio e di
rancore avessero fine? Chiedo a Gesù, che mi aiuti a perdonare e a non
odiare?
6) Prega: Trasforma in propositi e in preghiera le riflessioni che lo
Spirito ti ha suggerito.
Signore Gesù, a quelli che vogliono seguirti come discepoli indichi un
percorso. Tu ci domandi di non rispondere al male con il male, alla
violenza con la violenza, all’offesa con l’offesa. Tu ci inviti ad
amare anche quelli che agiscono con parole e con opere contro di noi,
quelli che ci procurano difficoltà e disagi, quelli che mettono alla
prova la nostra pazienza. Aiutaci Signore, mettendoci a servizio
dell’amore in ogni circostanza, ad essere figli autentici di un Padre
pieno di bontà e di misericordia. Amen!
Impegno: La Quaresima è per tutti noi occasione per prepararci al
grande evento della Pasqua con uno sguardo attento alle sofferenze di
tanti fratelli e sorelle nel mondo, come ci invita a fare papa
Francesco: “Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e
rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e
delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni
spirituali e materiali”. Buon cammino di Quaresima