PARROCCHIA
SAN GABRIELE DELL'ADDOLORATA
ORARIO
SS. MESSE: FERIALI ore 09.00 - 18.00 - FESTIVE ore 09.00 - 10.30 - 12.00 - 18.00
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05 FEBBRAIO 2023
VDOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO A 1) Invoca lo Spirito Santo perché
possa aprire il tuo cuore alla comprensione della Parola.
2) Leggi attentamente il brano del Vangelo Dal Vangelo di Matteo: (Mt 5, 13-16): “In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».”. 3) Rileggilo più volte per interiorizzare ogni Parola 4) Adesso fai silenzio perché Gesù possa parlare al tuo cuore. 5) Rifletti: Alla luce delle beatitudini, Matteo presenta tre immagini che tracciano i tratti che deve avere chi vuole seguire il Maestro. “Voi siete il sale della terra”. La prima immagine è quella del sale in cui, al senso ovvio di dare sapore ai cibi, si aggiunge quello di conservare e purificare. Noi siamo sale, che deve sciogliersi nel cibo, deve donarsi, altrimenti è inutile. Il sale dà sapore. Il cristiano ha il sapore di Cristo quando, come sale, lo lascia disciogliere dentro di lui, non siamo il “miele del mondo”, uno sdolcinato buonismo che rende tutto accettabile, ma sale che si scioglie nelle scelte familiari e sociali. Essere sale per questa terra vuol dire aiutare le persone a trovare il valore a ciò che accade. Il sale lo senti, lo percepisci, ma non lo vedi ma se manca, lo senti subito. “Voi siete la luce del mondo”. La seconda immagine è quella della luce. La luce, la lampada a olio, per una povera casa palestinese era tutto. La luce è abbinata alla vita. Venire alla luce o dare alla luce significa nascere. Dio è luce: una delle più belle definizioni di Dio ma anche noi lo siamo. Il discepolo che respira Dio, naturalmente sarà luce. Siamo luce del mondo. Non per qualcuno, ma per tutti. È un compito dal sapore universale. C’è un annuncio da portare a tutti. “Voi siete il sale della terra, Voi siete la luce del mondo” i verbi non sono degli imperativi (“dovete essere”) ma degli indicativi: è una condizione che è già presente in noi. Io posso vivere così, è nelle mie possibilità. Io sono questo: sono luce chiamato a illuminare a portare luce lì dove non c’è. “una lampada… sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa”. Il discepolo è luce ma anche lampada, è invitato a vivere la sua identità. La luce posta sul candelabro e non sotto il moggio significa che il nostro modo di vivere deve essere visibile, lo devono vedere tutti perché sia una possibilità per tutti. Quando io seguo come unica regola di vita l’amore, allora sono luce e sale per chi mi incontra. Quando amo divento luce, lampada ai passi di molti. Essere suoi discepoli e non osare, non provare, non diventare pescatori di umanità, trasparenza di Dio, significa diventare persone che si nascondono nell'ombra, sale senza sapore, significa condannarsi a vivere una vita insipida. “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli”. Ci sono quindi tre segreti per essere sale e luce. Primo segreto: non attribuire nulla a noi stessi, non contare sulle nostre qualità, sulle nostre capacità, sulle nostre forze. Secondo segreto: abbandonarci, affidarci in tutto, senza riserve, senza paure, al Signore, accettando di ricevere tutto da lui, e questo non una volta per tutte, ma costantemente. Terzo segreto: su questa base, serenamente, coraggiosamente spenderci, donarci, sapendoci guidati, portati dallo Spirito del Risorto. II vero sale conferisce sapore perché ciò è nella sua natura e non può fare altrimenti. Allo stesso modo la luce non illumina perché lo vuole, ma perché non può fare altrimenti. Sale e luce sono presi come esempio da Gesù, perché hanno una spontaneità, una libertà, una forza che viene dalla loro natura. Allo stesso modo il cristiano è colui che mettendo le radici in Cristo, vivendo unito a lui, non può non irradiarne la luce, non può non portarne ovunque il sapore. • In un clima generale di superficialità, in ambienti di vita capaci spesso di calpestare piccoli semi o di spegnere piccoli stoppini, come e fino a che punto posso essere sale che dà sapore e luce che risplende? 6) Prega: Trasforma in propositi e in preghiera le riflessioni che lo Spirito ti ha suggerito. Signore Gesù, tu ci chiedi di essere come il sale, che accetta di disperdersi, di sciogliersi, di scomparire, pur di dare gusto alla vita dei nostri compagni di viaggio. Tu ci chiedi di essere luce, una luce mite, una luce di misericordia, che non colpisce e non umilia, non ferisce e non abbaglia. Vogliamo imparare da te a portare la luce nel buio, mettere il sale nelle tante situazioni un po’ amare, a volte insipide o che hanno perso il buon gusto dell’amore. Insegnaci ad avere il coraggio di essere come piccole candele che splendono anche nel buio. Amen! Impegno: Il sale quindi serve a dare sapore e a conservare. Come diamo sapore alla nostra vita? Abbiamo visto che il sapore del sale per se stesso non è buono diventa buono e ha il suo senso solo se si scioglie e si disperde negli altri alimenti, li rende mangiabili gli dà sapore. Quindi se i miei talenti la mia intelligenza la mia capacità di amare la tengo per me, faccio la fine del sale in quanto sale, ma se invece mi dono, dono il mio tempo, le mie attenzioni il bene, l'ascolto ecc...agli altri, io do sapore. Cosa dobbiamo conservare, custodire? La gioia di averlo incontrato nella nostra vita ci rende testimoni consapevoli di conservare, tenere vivo e tramandare il Suo Amore, le Sue Parole. |
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